Trib. Roma, sentenza 03/12/2024, n. 12366
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Testo completo
TRIBUNALE DI ROMA
SEZIONE IV LAVORO
PRIMO GRADO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice dott.ssa Donatella Casari, all'udienza del 3.12.2024 ha emesso la seguente
SENTENZA nella causa n°27162/2023 R.G. vertente
TRA
, c.f. , rappresentato e difeso dagli Avv.ti Parte_1 C.F._1
Pietro e Luca Caponetti, elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma, Via
Ciro Menotti n.24, come da procura allegata al ricorso depositato telematicamente;
- RICORRENTE -
NEI CONFRONTI DI
in persona del Ministro pro tempore, elettivamente Controparte_1 domiciliato presso l'Avvocatura Generale dello Stato, in Roma, Via dei Portoghesi n.12 che lo rappresenta e difende come da comparsa in atti;
- RESISTENTE–
oggetto: lavoro carcerario – differenze retributive
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso ritualmente notificato, l'istante in epigrafe indicato, premesso di essere recluso ininterrottamente dal 19.01.2015 negli istituti di pena di Santa Maria Capua Vetere e Vibo
Valentia nel quale è ristretto con fine pena previsto per il 04.07.2026, esposto di aver prestato la propria attività lavorativa in favore dell'amministrazione penitenziaria, per quanto riuscito a documentare, dal mese di gennaio 2016 con mansioni di “Porta vitto, cat.
C”, , cat. B” e “Addetto alla spesa detenuti, cat. B”, mansioni tutte rientranti tra Per_1
gli addetti ai servizi vari d'Istituto regolati dal CCNL “Turismo Pubblici Esercizi”, dedotto che sino settembre 2017 il lavoro prestato nei giorni festivi ed il lavoro straordinario, così come quello ordinario non era stato retribuito secondo le maggiorazioni di diritto, concludeva chiedendo la condanna del al versamento delle differenze maturate CP_1 nella misura di €4.083,19 oltre ulteriori interessi e rivalutazione maturati dal deposito del ricorso al soddisfo.
Si costituiva tempestivamente in giudizio il convenuto tramite l'Avvocatura di CP_1
Stato sollevando eccezione di prescrizione quinquennale del credito vantato, ed in via subordinata, chiedendo rigettare la domanda anche per compensazione con le spese di mantenimento in carcere, con vittoria di spese di lite.
Esperito con esito negativo tentativo di conciliazione per assenza di proposte transattive formulate dall'amministrazione convenuta, la causa, di natura documentale, all'odierna udienza veniva discussa e decisa come da dispositivo in calce di cui veniva data lettura.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Questioni preliminari.
1.1. In primis va affermata la competenza funzionale del giudice del lavoro trattandosi di controversia relativa al pagamento della retribuzione spettante al detenuto, stante la pronuncia della Corte costituzionale n.341 del 2006, che ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale dell'art. 69 L. 354/75 (Cass. n°21573/2007).
1.2. Del pari sussiste la competenza territoriale di questo Tribunale, stante
l'applicabilità alla fattispecie dell'art.413 comma 2 c.p.c. e non già del successivo comma
5. Ha chiarito al riguardo il giudice di legittimità che “Nelle controversie relative al rapporto di lavoro delle persone detenute all'interno degli istituti penitenziari, non è applicabile il criterio di competenza territoriale di cui all'art. 413, quinto comma, cod. proc. civ., da intendersi specificamente riferito ai rapporti di lavoro pubblico, mentre sono applicabili i criteri previsti dall'art. 413, secondo comma, cod. proc. civ., svolgendosi tali prestazioni di lavoro - sia pure per il perseguimento dell'obbiettivo di fornire alle persone detenute occasioni di lavoro - nell'ambito di una struttura aziendale finalizzata alla produzione di beni per il soddisfacimento di commesse pubbliche ed anche private, il cui carattere limitato non ne impedisce l'utilizzazione come criterio per radicare la competenza territoriale. Ne consegue che, intercorrendo il rapporto di lavoro con il
, il quale, per il tramite del Dipartimento dell'Amministrazione Controparte_1
penitenziaria, esercita un ruolo fondamentale su rilevanti aspetti organizzativi dell'attività
produttiva realizzata nei singoli istituti, e, quindi, va considerato quale centro di direzione
e coordinamento delle strutture aziendali che fanno capo ai singoli istituti, in applicazione del criterio di collegamento stabilito dall'art. 413, secondo comma, cod. proc. civ. costituito dalla sede dell'azienda (ossia del luogo in cui l'azienda viene gestita), sussiste la competenza del Tribunale di Roma, ferma restando l'operatività degli altri due fori alternativi, ivi enunciati, a scelta della parte attrice.” (Cass. n.18309/2009).
2. Nel merito il ricorso è parzialmente fondato.
2.1. La questione controversa attiene all'ammontare della mercede dovuta per lo svolgimento dell'attività lavorativa espletata presso le carceri di Santa Maria Capua Vetere
e Vibo Valentia in periodo precedente all'adeguamento delle retribuzioni operato dal
a far data dall'ottobre 2017. CP_1
In particolare, osserva l'Ufficio che le buste paga in atti sono relative ai periodi da gennaio
a marzo, settembre ed ottobre 2016, da febbraio ad aprile, agosto e settembre 2017, buste paga che comprovano la permanenza del ricorrente presso la struttura carceraria di Santa
Maria Capua Vetere e lo svolgimento nel 2016 di mansioni di porta vitto categoria C e spesino categoria B e nel 2017 delle mansioni di spesino e addetto alla spesa detenuti entrambe in categoria B, menzionate mensilità sulle quali, sole, è stato operato il ricalcolo.
Premesso che il lavoro penitenziario non ha carattere afflittivo ed è remunerato (art. 20 L.
354/75 nella versione ratione temporis applicabile e quindi ante riforma ex D.Lgs.
124/2018), ricorda l'Ufficio come ex art.22 L. n.354/75, come modificata dall'art.7 L.
663/86, “le mercedi per ciascuna categoria di lavoranti sono equitativamente stabilite in relazione alla quantità e qualità del lavoro effettivamente prestato, alla organizzazione
e al tipo del lavoro del detenuto in misura non inferiore ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi di lavoro. A tale fine è costituita una commissione composta dal direttore generale degli istituti di prevenzione e di pena, che la presiede, dal direttore dell'ufficio del lavoro dei detenuti e degli internati della direzione generale per gli istituti di prevenzione e di pena, da un ispettore generale degli istituti di prevenzione e di pena, da un rappresentante del Ministero del tesoro, da un rappresentante del e da un delegato Controparte_2 per ciascuna delle organizzazioni sindacali piu' rappresentative sul piano nazionale.”
La Commissione istituita in forza della normativa richiamata ha determinato le mercedi da corrispondere a ciascuna categoria di lavoranti detenuti, con decorrenza dal 1.4.1976, prevedendo: che la mercede è costituita dalla paga base, indennità di contingenza, ratei 13^
e ratei indennità anzianità;
che la durata ordinaria del lavoro è fissata in 40h settimanali;
che nelle giornate festive viene corrisposta una doppia mercede, che il lavoro straordinario viene remunerato con una maggiorazione oraria del 25%. (si veda la circolare n. 2294/4748 del 9.3.1976 (di cui al doc. 12 fascicolo di parte ricorrente).
Senonchè è pacifico che la in questione non si sia riunita per lungo tempo CP_3
dal 1993 sicchè sino a ottobre 2017, a distanza di quasi 25 anni, certamente le mercedi a suo tempo fissate non potevano neppure ritenersi lontanamente adeguate ai minimi propri degli inquadramenti di cui alla contrattazione collettiva. Dal che, pur non sussistendo un obbligo a cadenza prefissata di periodica riunione della commissione, come osservato dalla difesa del convenuto, si può senza ombra di dubbio affermare che quanto CP_1
remunerato sino al settembre 2017 compreso non trovi alcun aggancio alla realtà economico-lavorativa esterna.
Dispone l'art.22 L.354/1975 nel testo novellato dall'art. 2, comma 1, lett. f), D.Lgs. 2 ottobre 2018, n. 124 che “La remunerazione per ciascuna categoria di detenuti e internati che lavorano alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria è stabilita, in relazione alla quantità e qualità del lavoro prestato, in misura pari ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi”.
2.2. Orbene, esaminati i prospetti dei conteggi allegati al ricorso occorre rilevare come le differenze retributive sulle giornate lavorate sono state correttamente calcolate tenuto conto, quanto al percepito ed al numero di gg. lavorati, dei dati offerti dalle buste paga agli atti e, riguardo al dovuto, del computo dei minimi retributivi di cui al CCNL categoria B e C (minimo orario €6,62 per le mansioni di porta vitto e €6,72 per quelle di spesino ed addetto alla spesa detenuti), mansioni richiamate nei prospetti paga, computo operato con il dovuto abbattimento.
2.3. In merito alle eccezioni sulle voci di cui ai conteggi avversari formulate in comparsa, rileva il Tribunale come nulla sia stato richiesto a titolo di scatti di anzianità così come per lavoro straordinario e permessi. Per mero tuziorismo, quindi, con